domenica 19 settembre 2021

Il gioco della sedia

Stasera seduta sul divano di un lussuoso appartamento pensavo alla crudeltà del gioco della sedia.

Ci sono tot persone e tot sedie. 

Persone = Sedie -1

Si inizia a girare intorno alle sedie, mentre la musica suona, e ognuno in cuor suo sa che appena la musica smette di suonare, potrebbe essere lo sfigato che rimane senza sedia, l’unico in piedi sopra a tutti quei volti che lo guardano vittoriosi e sollevati perché sono riusciti ad accaparrarsi la loro cazzo di sedia sotto al loro cazzo di culo prepotente che ha spinto fuori il suo, costringendolo a uscire dal gioco.

Ma come in tutti i giochi, la fortuna è una maledetta ruota che gira e al prossimo turno il culo senza sedia potrebbe essere il tuo.


Io vorrei tanto saper scrivere cosa provo stanotte ma non riesco.

Fastidio è la parola più banale che riassume qualcosa, ma non abbastanza.

Vedo arrivare le notifiche di messaggi che non ho voglia di leggere e ai quali risponderei con un semplice e significativo mavaiaffaculo.

Ma l’insistenza dei messaggi mi esaspera e alla fine rispondo con l’unica cosa che, in questo specifico caso, non avrei mai voluto fare ma che faccio come fosse una sorta di liberazione: togliermi di mezzo da questo valzer insopportabile di smancerie dagli apparenti fini nobili, in cui il mio ruolo è goffo, inutile e colmo di disagio, e lasciar ballare i ballerini.

Trovo tutto questo quotidiano così squallido e scontato (rispetto all’immenso sentire di ben alte situazioni) da aver volgia di scappare lontano per non farmi imbrattare e ingoiare dallo stupido timore di un fenomeno col culo prepotente, perché qualche anno fa ho capito che il gioco delLa Sedia può far molto male e ho deciso che non ci avrei mai più giocato.