lunedì 28 maggio 2012

Ci vuole un attimo

ascolta lentamente,
perchè non riesco a dormire ma cosa volevo dire di così incontenibile da stare qui sulla sedia a quest'ora?
forse solo che ho mangiato la vellutata di porri e patate stasera, di quelle pronte in busta, sai, e non era buona perché per qualche manciata di minuti non ho mescolato mentre cuoceva, devo aver fatto dell'altro che senz'altro era più importante di una vellutata, tipo accendere la tele per vedere su realtime "com'è fatto", e ci vuole un attimo per certe cose, lo sai, vero?, anche le più semplici, anche quelle in busta che fanno quelli che non sanno cucinare
(ma io SO cucinare, lo giuro che lo so    dov'è il punto esclamativo in questa tastiera?),
ci vuole un attimo perché si attacchino al pentolino e le rovini irrimediabilmente e loro ti restituiscono lo sgarbo invadendoti la bocca col sapore di bruciato, che non è solo amaro, e non è solo schifoso, è di più, fidati, è umanamente insopportabile, è la peggiore delle mortificazioni per la bocca,
loro
ti massacrano le papille gustative, loro ti avvelenano e tu in quel momento non sai se potrai mai più provare il piacere di un sapore dolce sulla lingua, e sai che non te lo meriteresti neanche di provarlo così impari, stronza, a dimenticare di mescolare la vellutata in busta knorr per quella fottuta manciata di minuti.
è proprio così, ci vuole un attimo.
e dunque, in ordine sparso,
ci è voluto un attimo e mi sono addormentata parlando al telefono,
non ho pianto quanto avrei dovuto quel giorno in cui mi sono fatta rubare la data del mio compleanno,
ho fotografato la mia morte con una piccola digitale nera,
ho dimenticato,
mi sono persa verso la mecca,
mi sono fatta beccare a copiare,
mi sono fatta beccare a giurare il falso,
ho scoreggiato e ho fatto finta di niente,
ho costruito castelli con carte da poker per la principessa sul pisello,
li ho fatti cadere con un paio di bluff,
ho sostituito un vaffanculo sincero con un sorriso falso,
ho coperto i miei polmoni di merletti neri,
ho sculacciato il gatto anche se non era colpa sua,
ho rubato uno smalto alla standa,
ho rubato un nome,
ho giustificato la mia ignoranza,
ho abusato della mia indolenza,
ho malfidato della buona fata bionda che vedo tutti i giorni,
mi sono commossa davanti a cose oscene,
ho riso davanti a cose commoventi,
sono sparita nel nulla,
ho chiesto a dio se per favore può non esistere,
gli ho dato del cane - a voce -
e del porco - in un sms -
non ho tenuto la manina a mio figlio quella volta,
non ho dato ripsoste,
ho scelto il silenzio per paura di prendere posizione,

in un attimo, infine, ho fatto a brandelli la carne di un agnello con due coltelli,
i loro,
in un attimo ho nascosto tutto questo niente in fondo alla mia anima,
e in un attimo mi sono mangiata un cuore.
il mio.

stanotte, con la bocca che sa di bruciato, ho volgia di ululare alla pioggia che la luna non la vedo,
belàn, senti come ululo,
io ululo, e il castello di carte ù.lulì,

domenica 20 maggio 2012

Il silenzio del suo respiro

Da sempre il suo respiro è fatto di lunghi e improvvisi sospiri, profondi, sfiancati, a volte tremuli, come se fosse accompagnato costantemente da pensieri che fanno venire fame d'aria ai suoi polmoni.
Mi commuove un po' il fatto che quello strano modo di respirare sia una delle pochissime cose che ha preso da me.
È un amore selvaggio quello che provo per il suo respiro quando me lo sento addosso, come selvaggio era il piacere di nutrirlo.
io ascolterei per ore il silenzio di quelle lunghe emissioni di aria che tengono in vita la sua testolina in evoluzione e tranquillizzano la mia in subbuglio.

tu a che cosa stai pensando?
perchè io non penso mai a niente quando sospiro profondo.


Mesmer - Cousteau

martedì 8 maggio 2012

Ieri ho saputo che è morto un amico di mio padre, un compagno di tavolo verde.
Una storia assurda di amore e di disperazione che ha portato via lui e la moglie.
Di quelle storie che si consumano dietro le porte a fianco alle nostre, mentre noi, cerebrolesi ma pieni di denti del giudizio in bocca, ci affanniamo a sputtanare l'ipocrisia altrui e a premere istericamente invia/ricevi nella nostra casella di posta.
Cosi è la vita.
Sto pensando a tupelo honey.

http://www.youtube.com/watch?v=i5GMHzPeEyA

Quando una volta  mi chiesero se mi piace van morrison, di cui in realtà non conoscevo praticamente un cazzo, alla mia risposta "sì carino", fu subito evidente tutta la mia folgorante ignoranza.
non tanto perché van morrison debba per forza piacere quanto per il fattp che o non ti piace per niente o lo ami profondamente; il "sì carino", non esiste, se lo conosci davvero.
Tuttavia ignorante nasco e, con estremo orgoglio, ignorante resterò fino alla fine dei miei giorni, perché dopo questa canzone non ho più voluto ascoltare nient'altro di van morrison, nonostante ascoltandola io l'abbia amata profondamente, e per profondamente intendo proprio dall'intestino.
Non c'entra niente?
dio, cheppalle.
mi scoppia la testa.

giovedì 3 maggio 2012

Se ascolterai il mio canto, riderai della sua oscena intonazione ed io riderò con te.
Lo esibirò con orgoglio per dare un premio di consolazione alla mia povera voce, alla quale avrei voluto offrire spazi e parole che non posso concederle, 
perché io sono sommamente impura.



Fade out Lines - Nouvelle Vague/Phoebe Killdeer

giovedì 12 aprile 2012

Tante Ciance

Finalmente ce l'ho fatta.
Ho temuto tanto questo momento nonostante mi sia sempre reputata una madre molto pronta e aperta al dialogo col ragazzino, senza pudori, senza vergogna di fargli vedere il mio nudo in giro per casa, senza tabù. Non gli ho mai raccontato di cicogne o cavoli, lui ha sempre saputo di semini di papà che fecondano ovetti di mamma e, una volta fecondati, di bambini che escono più o meno da dove la mamma fa la pipi.
Ma la mia paura era di non essere in grado di chiarigli le idee in merito a come cazzo faccia il semino di papà ad arrivare all'ovetto di mamma.
Per queste cose ci vuole semplicità, delicatezza, freschezza, serenità, ma un conto è dirlo, un conto è saperlo fare.
Una volta mi chiese notizie su questo meccanismo senza che io me l'aspettassi; mi mitragliò addosso la domanda improvvisamente in macchina mentre andavamo a karate, con la bocca piena di focaccia, e trovandomi impreparata e balbettante, chiuse subito l'argomento sentenziando che come al solito la scienza non è il mio forte se non vado prima a guardare su internet.
Fu abbastanza umiliante essere presa per la cula in questo modo.
E' passato un po' di tempo da quella volta, poi l'altra sera ne abbiamo di nuovo parlato e, con mio estremo stupore, ho saputo dimsotrare quanto una madre abbia insita la capacità di essere un importante punto di riferimento per un bambino che si sta affacciando alla vita.
E di questo ne vado orgogliosa.

- oggi in scienze ho capito esattamente come si fanno i bambini.
- ah sì?
- sì: il semino esce tramite il pene che entra nella vagina, no?, e poi tante ciance, va beh, che alla fine inizia il bambino.
- ah. ...   ...  e quindi io non ti devo spiegare niente?
- no mamma, so già tutto.
- bene. finisci la minestra.

Fatto. ci voleva tanto?
È cosa intenda per "tante ciance" a lasciarmi un po' perplessa.
Ma quello mica glielo devo spiegare io che non son scientifica, no?
È o mistério profundo,
È a noite, è a morte, è um laço, è o anzol,
È a promessa de vida no teu coração.

Aguas de Março - Elis&Tom

lunedì 2 aprile 2012

Il Leterno Riposo

leterno riposo
dona l'oro signore
splenda dessila
luce perpetua
riposino impace
così sia.


Quando ero piccolissima mia madre, prima di cantarmi buonanotte fiorellino, mi faceva dire a mani giunte l'eterno riposo per i nonni.
io lo dicevo così come l'ho scritto, e mentre lo recitavo mi chiedevo cosa cazzo stessi dicendo ai nonni e perché non potevo dir loro qualcosa di più semplice del leterno riposo, ma evidentemente era la cosa giusta da dire.
ancora oggi le mie preghiere restano molto confuse e borderline.
oggetti, odori, sapori, suoni, percezioni della pelle (tutta), abiti e lettere minuscole mi spifferano segreti che mi penetrano come fantasmi e prego, con parole che nemmeno io capisco, che non mi facciano del male.
il papà lo prego solo di chiudere gli occhi, che lui del leterno riposo se ne è sempre fottuto.
ma quella preghiera di bambina è troppo dolce per essere dimenticata.
avevo un foulard grigio con fiori di velluto grigi e non so che fine abbia fatto, può essere stato perso o buttato via o finito come straccio della polvere o dimenticato in fondo ad un borsone puzzolente di calzini sporchi e olio canforato.
è a lui che dedico tutte le sere il mio insignificante leterno riposo.

Grey - Ani DiFranco

il guardiano del Leterno Riposo

martedì 27 marzo 2012

ciù-à, ciù ciù-à

e così,
anche 'stavolta è arrivata la primavera.
una nota degna di nota:
il solanum gigantesco nella mia loggia s'è bello che seccato.
dispiace non poco.
adesso a voglia a spender soldi in fiori per colmare tutto lo spazio che teneva il solanum viola.

quindi il pezzo di oggi, per tirarmi un po' su, è questo

ciù-à
(coro: ciù-ciù-à)
patatina mia
(coro: sha-ciù-ri-à)
puoi titillare la mia fantasia

allora ciù-à
(coro: ciù-ciù-à)
pisellina mia, la notte è buia,
no, non andar via.

com'è bello il nostro amoreeah,
senti come saleeah,
è bello solo se ci sei tu,
sotto questa luna
dimmi cosa pensi di meee eah...
...
...
finale: e ciù-à, ciù-ciù-à, yeh parapappa ciù-à!

(Dimmi cosa pensi di me - Olmo)

Ps: ah, buon compleanno, uis!! ;)