giovedì 1 giugno 2017

C(r)edere

Credo che tutti debbano pagare per i propri errori, credo che alcuni errori siano imperdonabili e generino un debito che non sarà mai totalmente saldato e credo che chiunque abbia la consapevolezza di questo, continuerà a pagare la sua piccola rata quotidiana per tutti i giorni della sua vita.
Ma credo anche che pagare a vita non significhi necessariamente aver perso del tutto la possibilità e il beneficio di un futuro in cui riscuotere un piccolo riscatto in gioia, normalità, serenità, autostima, diritto di alzare la testa per guardarsi allo specchio senza troppa vergogna, diritto di non sentirsi irrimediabilmente spregevole e inadeguato ai rapporti umani.
Credo che chiunque decida di abbandonare questa personale pretesa, in nome dell’errore che ha commesso e del debito insolvibile, abbia anche deciso di non dare più un senso e uno scopo alla sua vita e sia quindi una persona morta prima ancora di morire.
Credo che chiunque sia arrivato a massacrare il significato delle parole Amicizia, Coraggio, Onestà e Rispetto non sia costretto a non poterle più pronunciare perché non gli apparterranno mai più.
Credo che la ricerca della felicità propria e di chi si ama – e specifico ricerca, non raggiungimento – sia qualcosa a cui chiunque dovrebbe tendere per assecondare la natura dell’animo umano.
Chiunque.
Sia chi ha subito catastrofi, sia chi deve pagare per quelle che ha causato.

Credo, ma a volte cedo all'eterno buio di una mente per niente immacolata.




Everybody's gotta learn sometimes - Beck
(Eternal sunshine of the spotless mind)


martedì 23 maggio 2017

Your Sweet Revenge

Lo prendi in culo e diventi filosofo, poeta, novelliere, pittore, maestro di tutte le arti e cazzoneso io, che non riesco più a mettere insieme manco un pensiero.





Sweet Revenge, R. Sakamoto

giovedì 20 aprile 2017

Fiabe insonore

C'ero una volta io.
Fine.

E sbadigliando dicevi che era un finale del cazzo.




(costretta a rubare il sonoro)


venerdì 7 aprile 2017

Stay puft


6 aprile
Incubo tra le 22.59 e 00.44
Quindi è anche il 7 aprile
L, A, tu, io.
Ma quasi subito tu sparisci.
Devi lavorare.
Siamo io e L che portiamo A
Non c'è più alcun incontro tra voi due e la Staff
No, ci sono io che non so che cazzo ci faccio, L e A
Arriva la Staff, non riesco a vederla bene, è circondata da tre basse ragazze che dicono di essere le segretarie ma forse sono i suoi angeli. La Staff è quindi una specie di dio.
Non rivolge una parola a L, meno che meno a me ovviamente.
Perché tu non sei lì ma ci sono io?
La Staff prende per manina  A e lo porta verso una stanza: A non dice nulla, non sa cosa stia succedendo
Entra nella stanza avvolto dalle braccia della Staff che a sua volta è avvolta dalle tre segregrtarie
Lo vediamo attraverso un vetro, si divincola da dio e dagli angeli e corre a un tavolo per disegnare.
Dico a L che dobbiamo uscire perché stiamo in ansia a vederlo attraverso il vetro
Che passeremo tra un'ora
Poi mi pento di averlo detto perché io non posso stare male per A, dovevo pensarci prima
Ma lei è tranquilla e sicura di se, pare non si sia infastidita
Le parlo con vergogna, penso che forse non mi ascolti nemmeno, ma tant'è io sono lì e lei non fa una piega.
Ha quegli occhi incredibili che ho sempre ricordato bene
Io sono terrorizzata
Usciamo, fuori c'è un cortile pieno di alberi
L sorride
Un sorriso sicuro
Io vorrei solo piangere
Lei inizia a ballare, c'è la musica
Mi mette il cappuccio e mi abbottona fino alla bocca che sembro un salame
Capisco che vuole che balli anche io ma vedi, io non so più muovermi da tanto tempo
Sono goffa mi vergogno mi immagino fare schifo e vorrrei solo piangere ma assecondo questa sua esigenza, le voglio tenere compagnia ballando con lei, mi muovo di merda mentre lei sembra un angelo, ma non lo stesso angelo che erano le segretarie
Fa finta di cadere, arriva della gente che probabilmente era sempre stata lì
Capisco che ci ha viste ballare
Mi fermo
Guardo la scena e diventa un film
L è attraente da morire, seducente, magnifica Troia benedetta dal dolore, e mentre parla con queste persone di una sua caduta rovinosa, fa una cosa bellissima con la mano che la rende irresistibile
Io vorrei farmi piccolissima e poi invisibile, invece ho la sensazione di ingigantirmi e trasformarmi nell'enorme goffo pupazzo bianco di ghostbuster e non posso nascondermi o scappare, mi vedrebbero tutti
Sto immobile in silenzio guardo e piango
Lei non voleva riavvicinarsi
Voleva solo riprendersi qualcosa di se stessa che era rimasta imprigionata dentro me
Cambio improvviso di scena del film, che io, una volta completata definitivamente la metamorfosi in stay puft, vedo dalla postazione in cui mi trovo insieme a L, ai suoi occhi, alle sue mani e alla gente
e sto immobile in silenzio guardo e piango
Nella nuova scena c'è ancora musica
E scopro perché tu non eri con noi.

Mi sveglio, vado su uazzap, nessuna notifica.
Mi chiedo se qualcosa di me non si stia imprigionando in qualche posto
E mi chiedo se per caso, uscito dal lavoro, tu non abbia deciso di accontentarmi.

Buonanotte e tanti altri bei sogni d'oro.



venerdì 12 agosto 2016

Chinse

Due post in una notte e in un anno in cui ne ho fatti in tutto tre (4 con questo e al netto dei due che ho cancellato) è tanta roba, ma tu meriteresti ben altro che queste due poche stupide righe.
A quest'ora di 15 anni fa mi stavi massacrando le budella per venire al mondo, tre ore fa mi massacravi i maroni perché non ti funzionava lo smartphone.
E io ti ho cagato zero perché ascoltavo e analizzavo chasing pavement e del tuo cellulare importava una sega.
Amo pensarti cresciuto, e cresciuto  molto in fretta in questi ultimi 7 mesi.
Spero che questa crescita veloce e dolorosa ti porti almeno un insegnamento, quando sarai più grande e potrò spiegarti meglio cosa è successo veramente e perché. Chissà se avrò questo coraggio.
Un tempo scrissi proprio in queste pagine che avrei voluto regalarti il cielo stellato prima che diventassi troppo grande per stupirti, sembrava una frase di grande effetto ma in realtà mica lo avevo specificato che intendevo le stelline da attaccare al soffitto, stelline che poi non ho mai più comprato.
Però ti posso dire che è successo a me di vedere quelle stelline e a 44 anni suonati mi sono trovata stupita e commossa.
Ecco, se devo augurarti qualcosa è di non smettere mai di stupirti e commuoverti, anche se fa poco maschio, anche se ora fatichi a dimostrarmi un minimo di entusiasmo pure se ti proponessi un week end sulla luna.
Chissà che un giorno da adulto, dopo magari aver visto i cieli del mondo, non ti capiti di vedere cento stelline fluorescenti appiccicate al soffitto di una camera e non dica ohhhhhh con la lacrimuccia. Non saprai certo che avrei voluto prendetele io perché non te l'ho mai detto, ma se ti succede guarda spero che tu me lo dica così ti dirò che la notte in cui compivi 15 anni ho fatto con te una scommessa a tua insaputa e che se l'avessi vinta mi avresti dato, toh, 100 euro.
Domani sarà un compleanno che vivrò con uno spirito molto diverso dagli anni procedenti. Credimi, non sarà facile, ma va bene così e menomale che dove andiamo ci sono gli scivoli, i ciambelloni e i toboga.
Auguri Edo, meraviglioso 'geografo' con lo skazzo.



Il mio angelo - Fiordsliso, e va beh ti chiedo scusa per la banale canzonetta italiana anni 80 ma che cazzo vuoi, te la cantavo da piccolo e l'avevi imparata anche tu.



Should I give up?

Chasing pavement è una espressione di difficile interpretazione.
Su internet si trova di tutto: rappresenta l'impresa titanica di "cercare di raggiungere qualcosa già sapendo che sarai destinato ad un fallimento. È la speranza senza fondamento." (Da Angolo Testi, considerato da noi poveracci in cerca di traduzioni, autorevole come il dizionario bilingue Ragazzini/Zanichelli)
Chasing pavement può essere il marciapiede, il margine della strada, quello che sei costretto a percorrere perché ti tiene al sicuro dal pericolo e risparmia agli automobilisti la rottura di coglioni di dover stare attenti a non far danni se ti trovi in mezzo; e alla lunga diventa difficile trovare il coraggio di abbandonarlo per buttarti nella strada vera, quando non c'è nessuno che ti tenga la manina.
Al sicuro, ma nascosta da tutti.
"Puntare ai pavimenti", questa un'altra bellissima interpretazione suggerita da Lui, cercare sempre di toccare il fondo pur di non prendere il volo.
Le interpretazioni a volte si danno non accostando quel modo di dire al tuo vissuto interiore, riferendolo quindi a te stesso, ma accostandolo a fattori esterni che incombono prepotentemente condizionando la tua vita.
Chasing pavement. C'è chi l'ha paragonata all'espressione 'pettinare le bambole' e infatti stavo giusto pensando che se dicessi a un inglese 'sono qui a pettinare le bambole', e lui la mettesse sul traduttore di Google, non capirebbe un cazzo di quello che l'espressione vuole realmente significare. Eppure ho fatto la prova e di tante affascinanti interpretazioni, tutte con un significato a me familiare, la traduzione letterale di chasing pavement suggerita dal caro vecchio GoogleTrans mi è piaciuta molto: a caccia di pavimenti, cercare un terreno stabile su cui camminare.
E allora, dovrei arrendermi o dovrei semplicemente continuare ad andare a caccia di pavimenti stabili, o di marciapiedi ai margini delle strade, o di fondi da toccare, o di imprese titaniche, anche se questo può non portare da nessuna parte?

Io so solo che non tentare di perseguire uno di questi strani obiettivi  "potrebbe essere un'opportunità sprecata".

Chasing Pavements - Adele





lunedì 6 giugno 2016

Meneph8

La danza non è tutto.
Stasera avrei dovuto danzare, 5 giugno, 5 pezzi, 10 mesi dopo l'inizio del corso. 10 mesi.
Invece ho preparato le patate al forno, la coppa di maiale e i toscanelli, mentre c'era un saggio in corso. Il ragazzino ha divorato tutto.
Nel frattempo, mi arrivavano le foto dei balletti che avrei dovuto fare.
Le patate erano buonissime e bellissime, e anche i nuovi vestiti che mio figlio si è comprato oggi per la sua prima festa in discoteca erano bellissimi.
La coppa e le salsicce mi hanno stufato quasi subito. Le patate no, le avrei mangiate tutte io.
Nebbiolo. Ho bevuto un nebbiolo comprato stasera in un discount a meno di 4 euro, mentre il sipario di stava per aprire.
Le foto anche erano bellissime. Occhi di bue puntati su sensuali snake arms. Uno spettacolo. La musica era tutta nella mia testa, la ricordavo bene, battuta dopo battuta, i passi un po' meno.
Come non ricordo il nome del vino che ho bevuto ieri sera.
Siciliano, una delizia, chi ama veramente il vino non compra una bottiglia da 4 euro al discount.
Ieri era il compleanno di Silvia, mia sorella. Ma anche oggi c'era da festeggiare un compleanno.
Beh non era proprio un compleanno. Quasi.
Se stasera avessi danzato, mia sorella sarebbe venuta a vedermi ma io non avrei festeggiato nessun quasi compleanno, oggi.
Le ballerine indossavano una bella maschera nel pezzo ATS, di cui avevo appena imparato l'inizio della coreografia, prima di interrompere. Fighissime, davvero.
Ieri, il vino siciliano ha accompagnato un piatto anni 80 che probabilmente non cucinavo dagli anni 90: penne al salmone.
Questo non è un blog di cucina,  pertanto posso permettermi di parlare di stupide patate al forno e stupide penne al salmone con l'orgoglio di chi scrive su giallo zafferano.
Non avrei mangiato le mie stupide stupendamente vintage penne al salmone, se stasera avessi indossato quella maschera fighissima per danzare.
Ma non solo per danzare.
Non avrei mangiato le mie stupide stupendamente vintage penne al salmone e non avrei bevuto il vino siciliano e non avrei festeggiato un quasi compleanno, se oggi avessi indossato una maschera per danzare e se per tutti i giorni a venire avessi continuato ad indossare una maschera per vivere.
E probabilmente stasera non avrei fatto delle stupide patate al forno cosi buone e mio figlio, invece di ingozzarsi prima di ributtarsi sulla sua Xbox, si sarebbe rotto il cazzo a teatro insieme a mia sorella, se stasera avessi danzato.
Ieri non avrei ascoltato questa canzone mentre spadellavo il salmone, se stasera avessi danzato.
Sia chiaro, 'questa non è una canzone d'amore', ma ha un po' a che fare con quella roba lì.
Ascoltare una canzone che non è d'amore, avere voglia di ballarla da sola, cucinare piatti stupidi, festeggiare un quasi compleanno, non danzare stasera, e molto altro ancora, è tutto un po' una conseguenza dell'amore.
Inchino, saluto, sipario.
E anche questa è phatta.



This is not a love song - Nouvelle Vague