giovedì 16 aprile 2026

Con un piede sotto il culo

 Sto seduta così da sempre.

Dal banco dell’asilo alla sedia dell’ufficio, passando per tavoli, divani, panche e momenti di relax un po’ storti.

Un piede sotto il culo, la scarpa e la suola contro il pantalone e la sedia.

E quella macchia che resta sui tessuti, sempre. 

Vien da ridere se pensi che posso aver pestato una merda, prima di accomodarmi.

Non ho mai controllato e mi è sempre andata di culo.

Non è una postura elegante.

Non è corretta.

Non è pulita.

Ma è il modo più naturale che ho trovato per stare al mondo senza sentirmi troppo esposta.

Per tenermi insieme, raccolta e piegata su me stessa mentre tutto il resto impone espansione, compostezza ed educazione.

Ogni tanto qualcuno mi riprende. La Giusy lo faceva sempre. Si incazzava, con quel modo amoroso e sgrœso da fratella maggiore. 

Ma ora lei non è qui e il mio piede sotto il culo resta impunito.

Dopo più di cinquant’anni seduta così, ho capito che forse il punto non è smettere di sporcare sedie.

È smettere di pensare che sia sempre necessario stare al mondo come si deve.

Ché tanto il mondo gira lo stesso e ti sporca in altri modi. 

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